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LUBIANA

CAPITALE DELLA SLOVENIA

Lubiana - in sloveno Ljubljana - è il cuore culturale, economico, politico e amministrativo della Slovenia nonché la sede centrale del governo, del Parlamento e di tutti gli organi amministrativi e ministeri della nazione. Situata al centro del paese, in una regione tra il Carso e la zona alpina, la città è adagiata su una valle che ospita la confluenza del fiume Ljubljanica e Sava, ai piedi di una collina. Collina sulla quale si erge un castello medievale, costruito intorno al XI secolo, rimasto ancora una delle maggiori attrazioni.


Inoltre la posizione intermedia della metropoli rispetto all’Italia nord-orientale, all’Austria, all’Ungheria e alla Croazia fa sì che questa città sia fortemente influenzata dalla storia e dalla cultura centroeuropea ma anche mediterranea. La storia della città lascia tracce dell’impero Romano, così come dell’impero Austro - Ungarico, dell’Italia fascista e dell’ex Jugoslavia. 

L’incrocio della cultura tedesca, slava e latina è alla base dello stile artistico, ma soprattutto architettonico, che il centro storico conserva tutt’oggi. Difatti, pur essendo composta da architetture prevalentemente moderne, gli edifici del Stari trg si rifanno allo stile barocco e all'Art Nouveau (in Italia conosciuto anche come Liberty). Sfortunatamente, a causa della zona sismica attiva, la città è stata più volte vittima di terremoti (un totale di circa 60 terremoti ha devastato la città più volte).


Ciò che quindi rende l’architettura della capitale una miscela di stili è anche dovuta alle ricostruzioni e alla adozione di correnti artistiche diverse dopo le conseguenze portate dai danni dei terremoti. Non a caso nel 1511, Lubiana è stata ricostruita sul modello di una città rinascimentale mentre nel 1895 è stata nuovamente ricostruita in stile Art Nouveau. Nel secondo dopoguerra la città viene allargata notevolmente avendo la fortuna di ricevere anche un tocco personale dell’architetto Jože Plečnik. 

Il centro storico di Lubiana infatti deve a quest’ultimo la costruzione della biblioteca nazionale e quella di numerosi ponti, compreso il triplo ponte, che dà accesso alla piazza Prešeren. Il ponte dei Draghi invece - in stile Liberty - riprende un mito greco, facendo del mostro che incontra Giasone il protettore e quindi anche simbolo della metropoli.


Altre opere architettoniche di rilievo sono la cattedrale di San Nicola, la chiesa francescana dell'Annunciazione, la fontana dei Tre Fiumi carniolani (situata nella piazza Civica).
Dopo l’indipendenza dalla Jugoslavia nel ’91, in particolar modo nei primi anni duemila, la città si trasforma seguendo un modello di sviluppo sostenibile. Vengono realizzate piste ciclabili, aree pedonali, parchi o comunque zone verdi, vengono usati bus ecologici e viene intensificata la sensibilizzazione alla raccolta differenziata. Nel 2016 la città riceve il titolo di capitale verde da parte dell’UE.

Il percorso da noi effettuato ci ha permesso di visitare il palazzo Cekinov grad, ovvero il museo di storia contemporanea della Slovenia. Il Museo si dedica al patrimonio della storia recente, dall'inizio del sec. XX in poi. La storia slovena è raccontata partendo dalla prima guerra mondiale, poi passando al periodo del Regno dei serbi croati e sloveni, alle ceneri della seconda guerra mondiale, e finendo con il burrascoso periodo del dopoguerra durante l'assetto socialista, l’appartenenza all'ex Iugoslavia di Tito, fino all'indipendenza della Slovenia.

Mobirise

La storia e il patrimonio architettonico della città contribuiscono a creare un clima di pace, tranquillità e vivibilità, sentita maggiormente la sera. 

Articolo a cura di Tiziano Vuksan

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