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MUSEO DELLA GRANDE GUERRA

SENTIRSI UN SOLDATO

Il Museo si sviluppa nei sotterranei delle case di Dornberg e Tasso, risalenti al Cinquecento: casa Tasso fu costruita da Simone Tasso, sovrintendente dei corrieri imperiali nel XVI secolo. Dopo una serie di cambi di proprietà e destinazione, negli anni Ottanta del Novecento gli edifici furono acquistati dalla provincia di Gorizia e adibiti a museo.

Le nove sale permettono di immedesimare il visitatore in un soldato della Grande guerra grazie a ricostruzioni a grandezza naturale delle trincee, accompagnate da suoni che riproducono spari, grida ed esplosioni.
Sono esposti oggetti (divise e cimeli dei soldati sia italiani sia austro-ungarici) e plastici che illustrano la situazione durante la guerra di Gorizia: una sala descrive la vita di una città in “prima linea”, i cui abitanti per trenta mesi furono costretti a rifugiarsi nelle cantine per paura dei bombardamenti e dell’alternarsi di controlli da parte degli eserciti. Appaiono anche i dintorni, principalmente il Monte Calvario ed il Monte Sabotino, dove si svolsero battaglie dell’Isonzo.
Una stanza è poi dedicata al generale italiano Armando Diaz, Capo di Stato Maggiore del Regio esercito durante la grande guerra: documenti, medaglie e altri oggetti (una divisa) appartenenti al fondo Diaz.

A completamento del’'esposizione, numerose opere d’arte e vignette dell’epoca che ironizzavano sulla guerra e i suoi protagonisti.
Il Museo della Grande guerra di Gorizia ci ha colpito in quanto punta al coinvolgimento emotivo e all’immedesimazione del visitatore per divulgare la storia e le principali problematiche sociali dell’epoca, in maniera alternativa e coinvolgente.

Articolo a cura di Lorenzo Mariani

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